Come scoprire Alessandria in un giorno

Una passeggiata nel centro storico medievale di Alessandria

Un piccolo “tesoro” nascosto nel nostro paese è la città di Alessandria, Piemonte, è il terzo comune più grande della regione, la città con un passato glorioso e l’intensa attività culturale.

La Città di Alessandria

alessandria turismo

Situata nel fiume Tanaro, la città è stata costruita intorno al borgo di Rovereto, nella seconda metà del secolo XII.

Alessandria (Lissandria in piemontese) è situata al centro del triangolo Torino-Milano-Genova, costituendo un punto molto importante di forte scambio culturale e commerciale per le tre città e per le regioni di cui queste fanno parte.

Dal punto di scena artistico-architettonico è una città ricca di siti di valore con un’estense rete dei musei cui si aggiungono numerosi palazzi storici e chiese da visitare.

Le Origine

l'insegana del comune alessandrino

Alessandria deve la sua origine a una sorta di associazione consortile composta di sette comuni Rovereto, Bergoglio, Marengo, Gamondio, Solero, Oviglio e Villa del Foro. Con l’apporto di 40 famiglie proveniente da Quargnento, in cui, però, ogni gruppo manteneva le proprie prerogative e i propri privilegi.

L’insegna del Comune alessandrino si definisce per il campo argenteo o bianco attraversato da una croce rossa, sormontata da una corona impreziosita da 5 torri a coda di rondine. Lo scudo è sorretto da due grifoni rampanti e speculari che stringono tra le zampe inferiori un cartiglio col moto cittadino: “Deprimit Elatos Levat Alexandria Stratos “Alessandria umilia i grandi ed eleva gli umili.

IL Borgo Rovereto e la Chiesa di Santa Maria di Castello

Santa Maria di Castello

Via Santa Maria di Castello, 13, 15121 Alessandria AL     Telefono: 0131 223489

Nel quartiere rappresentativo di Rovereto, con stile gotico-romantico ma con facciata rinascimentale troviamo l’edificio più antico della città: la Chiesa di Santa Maria di Castello costruito nel XV secolo.

Punto di partenza obbligato del nostro itinerario la chiesa di Santa Maria di Castello rappresenta il vetusto cuore del centro alessandrino. Le prime notizie storiche risalgono al 712 quando Liutprando, re dei Longobardi donna la Curtis regia di Rovereto a un monastero pavese mentre nel 1107 il conte Oddo CANEFRI offre i suoi beni alla chiesa suddetta: se il primo documento è un falso accertato, anche sul secondo sussistono forti perplessità dovute all’attività illecita condotta nel 700 da un membro di questa nobile famiglia.

L’attuale aspetto esterno e il prodotto di un insieme di stratificazione avvenute nei secoli, sui quali dominano gli interventi di primo Novecento. Tra il 1887 e il 1888, stante la necessità di dotare il nucleo cittadino di un nuovo orologio pubblico, l’ingegner Straneo ne redigere il progetto prevede l’inserimento del meccanismo sul campanile della Chiesa: torre ritmata dal serliane sui quattro lati e corredata da ciotole invetriate poste nella parte superiore della struttura assecondando il gusto dell’epoca.

L’interno della chiesa si risolve in una pianta a croce latina con tre navate ritmate da pilastri cruciformi, reggenti volte a crociera goticheggianti, è da un ampio transetto corredato da un’abside poligonale. Oggi l’ambiente appare spoglio e severo, ma i recenti restauri hanno riportato alla luce lacerti delle fasce decorative salvatesi dagli interventi otto e novecenteschi.

Combina nella sua costruzione stili di epoche diverse, altrettanto chiostro e campanile si trovano sui siti di due antichi templi. I resti sono da qualche tempo visibili nei sotterranei.

Chiesa della Beata Vergine del Monserrato

Si erge A 100 metri dalla piazza della chiesa di Santa Maria del Castello, il solo complesso di epoca spagnola giunto sino, ai nostri giorni (1626 CA.). Presso il piccolo altare è custodita una statua lignea raffigurante la Madonna Nera, opera singolare attribuita ad artista iberico della prima metà del 600.

Palazzo Guasco

Via dei Guasco, 49, 15100 Alessandria AL

Ospito il primo teatro cittadino (1729- 1766): Fu il padre di Lodovico, Filippo, a creare a tale istituzione che, sebbene fungesse da polo di attrazione per l’aristocrazia dell’Interno Ducato sabaudo e non solo, suscito parecchie critiche in seno alla comunità alessandrina, in verità piuttosto bigotta, decretandone la chiusura, il teatro occupava l’angolo tra via Guasco e Via Brescia.

Palazzo Inviziati

ALESSANDRIA IN UN GIORNO

Via Vescovado, 1.

 

Sede della Curia dal 1576; questo palazzo nella celebre Cantone dei nobili apparteneva a un aristocratico alessandrino vissuto nel tardo Quattrocento, il Cavalier Nicolò, artefice delle proprie fortune attraverso l’arte della mercatura, giungendo sino al l’isola di Cipro per condurre il suo traffici.

Egli erano esponenti di spicco di una nobile casata cittadina di tradizioni ghibelline che aveva legato le proprie sorti alla città di Alessandria sin dalle origini, è i cui membri avevano fornito un contributo decisivo per la realizzazione o il miglioramento di opere monumentali del tessuto urbano quali le chiese di San Francesco, Santa Maria di Castello e la primitiva San Marco oggi Cattedrale.

Palazzo del Pozzo

Piazza Santa Lucia, 15100 Alessandria AL

Della residenza di una delle più potenti famiglie cittadine, qui si ipotizza l’intervento dell’architetto settecentesco Gianotti, resta visibile al pubblico il prezioso e scalone con balaustra marmorea in stile rococò, mentre il lato su via Milano è frutto di un cantieri ottocentesco.

L’edificio svolse un ruolo culturale molto importante per la città ospitando, in tempi diversi, la società del casinò una sorta di Club, sede prediletta, della locale borghesia.

Chiesa dei Santi Stefano e Martino

Piazza Santo Stefano 8

Affacciandosi in piazza Santo Stefano si rimane impressionati dall’imponenza dell’omonima chiesa. L’edificio, dalla Confraternita dei Servi di Maria che in Bergoglio officiava un tempio con intitolazione a Santo Stefano, ebbe fasi costruttive piuttosto, lunghe (1742- 1773).

Lo esterno notevolmente austero,esternato dall’ordine gigante delle colonne binate e delle paraste d’angolo, poste su alti plinti, nonché dal tradizionale paramento di mattoni a vista.

alessandria medievale

 

Chiesa di San Lorenzo

Via S. Giacomo della Vittoria, 47

Percorrendo via San Lorenzo si raggiunge all’omonima chiesa, più notevole esempio cittadino di architettura barocca religiosa, sebbene realizzata in anni prossimi alle aperture neoclassiche. Il prospetto principale risponde chiaramente al calmo neoclassicismo del Trolli.

Via San Lorenzo sbocca sulla caratteristica piazzetta della Lega Lombarda, il cui aspetto è frutto degli interventi di primo Ottocento, volti a ristrutturare l’area su cui sorgeva il ghetto ebraico. Non lontana, infatti, è la sinagoga. Attraverso VIA DEI MARTIRI infine si raggiunge piazza della Libertà.

Il Palazzo Comunale o Palazzo Rosso

Piazza della Libertà, 1, 15121 Alessandria AL

Palazzo comunale sul lato sud della piazza della Libertà s’innalza la mole porticata del Palazzo Comunale, dagli Alessandrini denominato Palazzo Rosso per la tinta campita sulle sue e strutture.

Costruito nel XVIII secolo su disegno dell’architetto Giuseppe Caselli è fornito di un peculiare orologio a tre quadranti. Fu distrutto dai bombardamenti di guerra nel 1944 l’edificio che oggi vediamo, è il risultato di un lungo intervento di ricondizionamento.

All’interno del palazzo c’era il teatro municipale cui in maggio del 1896 il Maestro Antonino Palminteri dirige con grande successo l’opera: L’amico Fritz di Pietro Mascagni dopo Palminteri nell’aprile del 1901 torna per dirigere Don Pasquale di Gaetano Donizetti. Sfortunatamente per un bombardamento alleato fu distrutto nel 1944. Si pianificò la ristrutturazione dell’ala del palazzo distrutta durante gli anni ’50 ma senza ricostruire il teatro.

Palazzo Ghilini

palazzo ghilini

Piazza della Libertà, 21, 15121 Alessandria AL

Definito da validissimi studiosi uno dei più imponenti palazzi cittadini dell’Italia settecentesca.

Il palazzo che si erge sul lato est di piazza della Libertà, rappresenta un’eccellente traduzione di quel barocco piemontese elaborato alla corte sabauda dal messinese Filippo Juvarra è diffuso, con diverse interpretazione, dagli architetti Guarino Guarini e Benedetto Alfieri 1700 1767 quest’ultimo artefice del progetto alessandrino.

La vera sostanza barocca si percepisca nella sequenza scenografica degli arti Interni. L’ingresso, dalla forma ottagonale irregolare, produce un forte senso dinamico espresso dal continuo gioco di concavità e convessità degli elementi e strutturali: nicchie e colonne. E spingendo l’osservatore verso lo spazio successivo: il vestibolo.

Tipico del barocco l’utilizzo di elementi che paiono contraddire ogni concetto di solidità come i capitelli pensili che reggono gli archi delle due artii laterali.

Chiesa di Santa Maria del Carmine

Via dei Guasco, 11, 15121 Alessandria AL

Può essere interpretata come simbolo dello stretto legame che univa la nobiltà locale con gli ordini monastici qui trasferitisi, tra un luogo di culto è una comunità, quella spagnola, insediatasi per quasi due secoli in Alessandria.

Nella Chiesa si conservano sculture lignee settecentesche di buon livello, culturalmente riferibili all’aria Ligure (da confrontare con alcune opere marmoree in Duomo); particolarmente rilevante è la Madonna del Carmine, policroma, conservata nella nicchia del coro, un tempo corredata dal San Simone Stock in atto di ricevere lo scapolare, derivata dalla statua posta nella cappella di sinistra: Oggi risulta arduo ricostruire mentalmente la scenografia entro qui vivevano queste opere (baldacchino e colonne tortili) assecondando il linguaggio teatrale del barocco.

La Cattedrale di Alessandria

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Piazza Giovanni XXIII, 15121 Alessandria AL

L’abbattimento dell’antico Duomo insiste drasticamente sulla storia di un altro rilevante complesso cittadino, la chiesa di San Marco. L’edificio, temporaneamente destinato a finalità militari e a carcere correzionale, fu elevato a nuova sede della Cattedrale alessandrina intitolata a San Pietro, avviando una cospicua riplasmazione.

La facciata a chiare radici neoclassiche: centralmente si evidenziano due coppie di colonne giganti binate costituenti una sorta di protiro a sostegno del superiore timpano triangolare ai lati il prospetto, che si estende alla zona occupata delle cappelle, è impreziosito da due coppie di paraste anch’esse predisposte su di un alto plinto; i capitelli dei sostegni sono di ordine corinzio, modellati su quelli del Pantheon.

Degli affreschi a monocromo degli esterni raffigurano le Storie di San Pietro e l’Eterno, opera del pittore torinese Luigi Vacca tra il 1820 e il 1822.

Simbolo della novella Cattedrale resta l’imponente campanile, visibile da più punti della città, la qui riplasmazione produce non poche polemiche in seno alla cittadinanza.

Cittadella

cittadella alessandria

Via Pavia, 15121 Alessandria AL

Da piazza Gobetti, attraversando il ponte Cittadella sul Tanaro ora ristrutturato è denominato Ponte Meier, si può raggiungere l’area della Grande Opera militare. L’idea di una nuova cittadella nacque nella mente di un giovane ingegnere tortonese in seguito alla vittoriosa battaglia di Torino 1706 la quale aveva messo in luce importanti lacune strutturali della Fortaleza Torinese.

Nel 1728 vittorio Amedeo II commette a Ignazio Rovedà Bertola, autore delle migliore opere fortificate sorte lungo le frontiere del costituito il Regno di Sardegna, l’esecuzione dell’imponente complesso, al cui compimento parteciperanno il celebre architetto Filippo Juvarra, L. B Pinto e Giovanni Battista Borra.

Oggi la Cittadella, privata delle originarie funzioni difensive, sembra sospesa in un limbo: Il passaggio di competenze dalle autorità militari, che fino a qualche tempo fa ne curavano la manutenzione, e quando civili ha riscontrato non pochi intoppi. Il risultato odierno, benché l’amministrazione provinciale si sta prodigando per un recupero attivo del complesso, è quello di un rilevante patrimonio culturale cittadino sottratto alla vista dei suoi abitanti.

Tavola generale della cittadella di Alessandria

Teatro delle Scienze

Museo di Scienze Naturali Via 1821, 11, 15121 Alessandria AL

L’istituzione propone un’ampia gamma di collezioni naturalistiche quali la raccolta ornitologica costituita da circa 150 specie di uccelli, quell’entomologia insetti della provincia di Alessandria e gli altri continenti, un erbario piemontese di 50 e specie protette, i collezione Didattica di rocce è una raccolta di minerali in particolare fossili.

Al centro della sala naturalistica si potranno ammirare un diorama naturalistico che ricostruisce l’ambiente fluviale della provincia di Alessandria, è un cilindro trasparente dedicato all’esposizione di esemplari di farfalle di tutto il mondo. Infine percorrendo la sala naturalistica, si potranno ascoltare i suoni della natura: tale progetto eco-acustico ed è stato registrato e prodotto esclusivamente per il Museo di Scienze Naturali di Alessandria. L’istituzione ha una sala per conferenze e di una ricca biblioteca specialistica.

Alberi monumentali

Il Platano di Napoleone

Sull’ex statale n. 10 che collega Alessandria a Spinetta Marengo spunta il presunto Platano di Napoleone, uno dei più giganti alberi monumentali d’Italia. La favola vuole che sia stato messo a sollecitudine nel 1800 a seguito della vittoria sugli austriaci alla battaglia di Marengo.

Il Platano, della specie Platanus occidentalis, è alto 43 metri e ha un perimetro alla base del tronco di oltre otto metri. Appari che fino agli inizi del XX secolo esistessero rimasti ancora cinque esemplari superstiti di un viale completo che dalle porte di Alessandria giungeva sino a Marengo. Ecco,le coordinate del platano: +44° 54′ 28.17″, +8° 38′ 23.70″.

 

 

 

 

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